LUOGHI DA VISITARE

CACCURI
Caccuri, suggestiva cittadina che domina tutta la provincia di Crotone, è uno dei borghi che offre ancora oggi peculiarità artistiche e ambientali del tutto insolite. Il tessuto urbano, infatti, conserva le caratteristiche del vecchio centro costituito da un intreccio di strade e vicoli che portano tutti al castello, un imponente maniero risalente al VI sec. d.C. Il paese fu feudo di Polissena Ruffo (moglie di Francesco Sforza, di cui è ancora visibile la stanza nel castello) e delle famiglie Sangiorgio, De Riso, Spinelli, Cimino, Carafa, Cavalcanti (veri mecenati artistici del borgo), Barracco. È ricoperto principalmente da uliveti che costituiscono la principale fonte del reddito agricolo del paese. Attualmente il paese è diviso in quattro rioni: Centro storico, Croci, Parte, San Nicola. Ultimamente, con l'edilizia popolare e privata, si sta sviluppando particolarmente il rione San Nicola.
Arroccato su uno sperone, il borgo antico si presenta oggi all'occhio del turista un centro non ancora del tutto deturpato dal cemento armato. Gli ingressi al borgo un tempo erano tre: Porta Grande (attuale Piazza Umberto I), Porta Piccola (nei pressi del santuario di San Rocco) e Porta Nuova, così chiamata perché più recente rispetto alle prime due.
Il paese è dominato dall'antico castello medioevale. Ai piedi del Castello vi è la Villa Comunale, un parco suggestivo per le sue rocce calcaree dalle forme insolite, che si stagliano tra il castello e i pini del parco, in cui ha sede il Municipio.
Tra ripide salite e discese, tra viuzze e costoni rocciosi, si dipanano strade tortuose interrotte dalle cosiddette "rughe", piazzette verso le quali si rivolge l'ingresso di ogni casa: quando ancora non esisteva la televisione, infatti la voce di ognuno si univa a quella dei vicini, per passare la serata raccontando aneddoti e discutendo dei problemi comuni.
Il santuario di San Rocco risale al 1908, edificato forse in occasione di un'epidemia in onore del Santo Patrono. È situato ai margini del centro abitato e in prossimità della “Porta Piccola”, via d’accesso alle campagne ed uliveti del paese. Il santuario si trova nelle vicinanze di via Murorotto, ovvero la via che costeggia l'antico tracciato delle mura che proteggevano il borgo dagli assalti, in cui si può ammirare un pregevole arco in cotto (chiamato dai caccuresi appunto arco di Murorotto). Nelle vicinanze è situata anche l'antica via Judeca, un tempo sede di una sinagoga ebraica, come possono dimostrare i bassorilievi presenti.
Il paese è situato nella Presila crotonese ed è facilmente raggiungibile dalla S.S.107 che collega Cosenza con Crotone. Vi si può accedere anche in macchina ma, per poterlo gustare in tutte le sue viuzze, è preferibile girarlo a piedi. All'ingresso del paese si presenta l'ottocentesca fontana di Canalaci (allora si pensava che il miglior benvenuto che si potesse offrire al turista fosse un meritato rinfresco, dopo lo stancante viaggio), al cui lato è scolpito uno stemma dell'Università di Caccuri del XVI secolo in pietra serena. Molte sono le edicole votive sparse nel territorio: S. Famiglia, S. Filomena, S. Andrea (nei pressi della pineta e del centro ricreativo detti appunto di S. Andrea), S. Biagio e S. Chirico.
Da gustare le specialità del luogo, sfornate ogni giorno dall'antico Panificio Loria in Piazza Umberto I: il calzone con la sardella, i mastacciuoli, le pitte 'mpigliate (tipiche del periodo natalizio), le cuzzupe e i muccellati (tipici invece di quello pasquale) e il pane tipico, ovvero la pitta. Gli abitanti amano gustare questi prodotti accompagnati dal vino rosso di produzione locale.
Le specie più raccolte sono (con i nomi in dialetto caccurese): i porcini, i vavusi, i rositi, i cocolini, i mucchiaruli, gli ovoli, i mussi e vovi, i chiodini, le pinnelle.
Sono molti gli agriturismi nel comune di Caccuri, uno dei quali è stato ricavato nella masseria del Bordò (Grancia del Vurdoj), dove i patriottici fratelli Bandiera passarono la notte prima di essere fucilati nel vallone di Rovito.
A Caccuri venne girato Il Brigante Musolino di Mario Camerini, con la stupenda Silvana Mangano. A pochi chilometri dal paese si trovano le Terme di Repole (in località Bruciarello), note per i prodotti commerciati dalla catena di profumerie Frais Monde. Tra i riti tradizionali della Settimana Santa spicca il dramma de "I Giudei", riproposto ogni sette anni circa. L'ultima edizione è stata nel 2007.
Fra le tante curiosità è da ricordare la rivalità che vi è con il paese limitrofo di Cerenzia. Inoltre si narra che i caccuresi fossero affetti dal gozzo (malattia tiroidea) e per questo gli abitanti di Cerenzia li soprannominarono in dialetto "Cagnusi": termine che significa 'grosso gozzo'. L'aneddoto principale che illustra questa rivalità riguarda le campane delle chiese di Caccuri, tanto invidiate dai cerentinesi, che per la vicinanza sentivano i rintocchi ma di campane non ne avevano neanche una: perciò alcuni caccuresi decisero di costruire una siepe affinché a Cerenzia il tempo non venisse scandito coi rintocchi delle campane caccuresi, senza pensare all'assurdità del gesto e al fatto che, pur essendoci una siepe, il suono sarebbe stato avvertito lo stesso dagli "avversari". Per questo e altri buffi aneddoti, un detto che vede protagonisti i caccuresi e i cerentinesi, assieme agli abitanti della vicina San Giovanni in Fiore, è quello che afferma: "Caccuri e Cerenzia i paesi e' ra ciotia e San Giuvanni pè cumpagnia", vale a dire in italiano "Caccuri e Cerenzia i paesi della ciotia (= scemenza), e San Giovanni per compagnia".

















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