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STILO

Le origini di Stilo sono note, anche se il periodo tra il VI e il X secolo è il più oscuro della sua storia. Venne fondata probabilmente sui ricordi dell’antica colonia magnogreca chiamata Kaulon (nei pressi dell’odierna Monasterace Marina), intorno al VII secolo.
Fu, infatti, l’ultimo propugnacolo della «polis» presso il Promontorium Cocyntum quando ancora l’odierna cittadina prendeva il nome di «Stilida».
Gli abitanti furono costretti ad abbandonare il litorale e a ritirarsi sopra il Capo di Stilo e, successivamente, alle falde del monte Consolino, “monte aspro, eminente e tuto”, perchè solo esso poteva costituire luogo sicuro e rifugio tranquillo, man mano che infuriavano lungo tutta la costa jonica i sanguinosi saccheggiamenti saraceni.
L’esistenza del centro, nel primo millennio dopo Cristo, è confermata dalla notizia della storica battaglia tra le truppe di Ottone II di Sassonia e gli Arabi e i Bizantini, avvenuta lungo il fiume Stilaro il 13 luglio del 982, precisamente nella zona tutt’oggi denominata Vinciguerra.
Ma la vera storia di Stilo ebbe inizio nel periodo della seconda ellenizzazione ad opera dei Bizantini, e poi sotto la dominazione normanna Durante tale periodo la cittadina acquistò autonomia territoriale e amministrativa, divenendo città di Regio Demanio in quanto dipendente in via diretta dal sovrano regnante. Fu anche autonoma in economia per la ricca produzione mineraria, che si rinvigorì nei periodi successivi a quello normanno. Il diretto contatto della città con il potere regale fu mantenuto vivo, oltre che sotto i già citati Normanni, anche durante le dominazioni Sveva, Angioina ed Aragonese. Strenua difesa fu opposta a baroni e principi all’epoca dei Borbone ma, nonostante tutto, per l’indipendenza di Stilo fu la fine.
La fedeltà di Stilo ai sovrani e l’opposizione a tutti quelli che tentarono di dominarla con falsi titoli, rimasero consacrate ed eternate nel binomio «Sanguinis Prætio», che gli antichi scelsero quale motto su cui innalzare lo stemma della città, che risulta composto da un’aquila bicipite coronata, ad ali allargate e stante su tre colli che lambiscono il mare. Ancora oggi Stilo conferma la sua gloria con una bellezza integra di quei tempi assai lontani. Bellezza e gloria tramandata dai numerosi reperti artistici, i più ancora perfettamente conservati e distribuiti sull’intero territorio del comune.




















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